Il libro di Giovanni Mendola, edito nel 2010,
può essere definito come la risultante di una vasta indagine di storia
dell’arte e di storia intorno alla comunità di Montemaggiore Belsito e
il frutto di una ricerca quasi trentennale, come lui stesso afferma,
in archivi pubblici e varie fonti librarie. Il corposo volume, di
ben 544 pagine, “Il paese dei Migliaccio - Montemaggiore Belsito
dall’età normanna all’Unità d’Italia” è certamente un lavoro unico e
senza paragoni di sorta tra le pubblicazioni che riguardano questa
cittadina siciliana della provincia di Palermo. Il perché è presto
detto: il professore di storia dell’arte Mendola consultando sopratutto
l’archivio di stato per numerosi anni, ha tratto fuori da esso tutto
quanto era in pratica possibile conoscere su Montemaggiore Belsito.
Gran parte delle informazioni sono inedite, mentre altre ampliano la
conoscenza che già si possedeva al riguardo. Inedite sono le
informazioni sulla composizione d’istituzioni e associazioni, le
notizie sulle famiglie nobili a corredo di queste ultime, i completi
grafici genealogici. Scopriamo così i nomi di una miriade di personaggi
nobili e illustri, e su di essi informazioni sulla situazione
socio-economica nel contesto locale, l’antica suddivisione in quartieri
di Montemaggiore nell’arco degli anni. Non manca un cenno alle origini
con l’esposizione di tesi che però non sono ancora sufficientemente
vagliate storicamente. Poi sostanzialmente nella veste di professore di
storia dell’arte, per oltre due terzi del volume, Giovanni Mendola ci
dischiude l’aspetto artistico-architettonico che Montemaggiore ancora
possiede, e quindi le sette chiese che punteggiano il tessuto urbano,
gli edifici particolari quali il Palazzo del principe di Baucina e il
Palazzo Saeli; ancora numerosi edifici “minori”, alcuni dei quali non
più esistenti o ai quali è stata cambiata la destinazione d’uso. Non
mancano le descrizioni di parecchie opere d’arte sparse e custodite
nelle varie chiese e tutto questo è detto con una dovizia di dettagli,
inutile ribadirlo, frutto di attente ricerche corredate da precise
fonti archivistiche e bibliografiche, come un’opera importante di
questo genere esige. Sostanzialmente le basi su cui si regge questa
vasta indagine sono i riveli, dettagliate e uniche fonti di prima mano
da cui trarre informazioni minuziose e certe, le quali sono state
vagliate completamente.
Invece per quanto riguarda le famiglie nobili grazie ai loro archivi
personali è ancora possibile andare ancora più indietro nel tempo
rispetto agli stessi riveli. Insomma, chi fosse interessato alla storia
e alla storia dell’arte di Montemaggiore Belsito dovrà necessariamente
fare i conti con il volume di Mendola ma non soltanto. Anche chi ha
interessi dal punto di vista locale, può trovare interessante il libro,
come chi vuole conoscere e approfondire il periodo storico siciliano
tra il XVII e il XVIII secolo.
Santi Licata